Ciao Rebecca…

La ICW Italian Championship Wrestling saluta la sua piccola Guerriera Rebecca, che ieri ci ha lasciati. Condividiamo con voi questo articolo tratto da Il Secolo XIX in cui si racconta la storia della nostra giovanissima amica. E nel farlo, ci teniamo a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito, durante gli scorsi Eventi ICW con la loro generosa offerta, a sostenere la famiglia di Rebecca in questi ultimi mesi.

Buon viaggio piccolo angelo.

La ICW Italian Championship Wrestling, i Tifosi Tricolori, i Campioni del Wrestling, la Presidenza, la Direzione, lo Staff.

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Savona – Addio Rebecca. Il messaggio arriva nel pomeriggio. Non c’è più nulla da fare. Compare sulla “bacheca” poco dopo le 17. Rebecca P. non ce l’ha fatta. Non è sopravvissuta al decorso di un doppio trapianto di polmone e a ferite profonde all’esofago. Si è spenta ieri in un letto degli Ospedali riuniti di Bergamo. Aveva solo undici anni, appena compiuti.

La notizia la scrive lo zio, Fabrizio, su Facebook : «Venti minuti fa, nella più assoluta pace, tranquillità e serenità, rebecca ha lasciato questa terra. Ci ha lasciati con il corpo, ma il suo spirito, il suo carattere, il suo amore, saranno sempre con noi e vivranno in noi !! E adesso, finalmente, potrà vivere, respirare, correre, saltare, urlare, mangiare .. in tutta tranquillità!!». I genitori, lui bidello in una scuola di Spotorno, lei casalinga, sono stati chiamati dai medici nel primo pomeriggio: troppo bassi i valori della bambina che respirava grazie ai tubi ed era tenuta in vita da settimane dalla macchina per la circolazione esterna del sangue, la Ecmo. Non c’era più nulla da fare, hanno solo potuto salutarla per l’ultima volta.

Ogni giorno, sulla pagina di Facebook che le avevano dedicato e che era seguita da 4mila persone, qualcuno scriveva una preghiera, una favola, metteva una foto, lanciava un appello. Per lei, la “piccola guerriera”. Rebecca P. aveva solo 10 anni ma era riuscita a ispirare con la sua lotta migliaia di persone che nemmeno la conoscevano di persona. Perché la sua storia era l’esempio di chi non si arrende di fronte alle avversità della vita e lotta per farcela. Per respirare.

Era quella la grande speranza: che potesse respirare da sola, dopo una vita attaccata alle macchine. La malattia, una forma di fibrosi cistica, la accompagnava dalla nascita con frequenti infezioni polmonari. Lo scorso aprile queste infezioni polmonari avevano portato Rebecca a essere intubata in un letto del Gaslini, con respirazione assistita. Le speranze per la sua sopravvivenza erano ridotte al lumicino. Ma il 25 aprile è arrivata la notizia della disponibilità di due polmoni compatibili per un trapianto. Il viaggio a Bergamo è stato immediato. Da allora, però, è iniziato un altro calvario per la bambina, perchè uno dei polmoni trapiantati non ha ripreso a funzionare. Così si è reso necessario un altro intervento ed è stato trovato un nuovo donatore: lo scorso 25 maggio il nuovo trapianto. Riuscito. I polmoni cominciavano a funzionare anche se la bimba rimaneva sedata. Poi, però, un’emorragia all’esofago scoperta durante il secondo intervento aveva di nuovo complicato la situazione. Per il suo compleanno, lo scorso 25 giugno, le avevano fatto avere un messaggio di auguri registrati da un centinaio di “amici” che si erano ritrovati a Lavagnola per un torneo di calcio per bambini a scopo benefico. Una festa per lei. Ma intanto, le condizioni non miglioravano. Una nuova infezione aveva provocato la lacerazione di un bronco.

«I medici hanno tentato tutto il possibile», commentano i parenti più stretti. A inizio luglio gli ultimi tentativi in sala operatoria non hanno dato i frutti sperati. Adesso Rebecca riposa in pace.

(da Il Secolo XIX)