Notti Magiche

Si avvicina l’appuntamento più atteso dagli sportivi (e non) di tutto il Pianeta: la Coppa del Mondo di Calcio. E noi italiani siamo tutti pronti, come ogni 4 anni, a saltare sul divano di fronte alle azioni e ai gol più spettacolari degli Azzurri. E con la memoria torneremo indietro ai momenti più memorabili vissuti da Tifosi della Nazionale: la corsa di Tardelli dopo il gol alla Germania Ovest nel 1982, gli occhi spiritati di Totò Schillaci dopo l’ennesimo gol a Italia 90,  la rabbia per l’eliminazione del 2002 ad opera dell’arbitro Byron Moreno e la testata di Zidane a Materazzi prima dei rigori che ci regalarono il Mondiale 2006.

Ma le emozioni delle Notti Magiche regalate dai Campioni della ICW non sono certo da meno. Nell’ultimo Grande Evento della Federazione Italiana in quel di Brescia, ICW L’Ora dei Campioni, le gesta dei nostri beniamini sul ring ci hanno riportato alla mente quelle degli Azzurri sui campi da calcio dei Mondiali.

E allora, facciamo insieme questo piccolo gioco e abbiniamo ai momenti più memorabili di ICW L’Ora dei Campioni un momento storico della nostra Nazionale ai Campionati del Mondo!

MARK FIT COME TARDELLI NEL 1982

Mark Fit

La vittoria di un Titolo è sempre un momento denso di emozioni e di gioia. Ma nessuno sa celebrare una vittoria come noi italiani. La gioia, le lacrime, la partecipazione del pubblico di Brescia alla vittoria di Mark Fit hanno reso la celebrazione post-match ancora più memorabile dell’incontro stesso, che è stato incredibile e denso di emozioni. Dopo aver sconfitto il Campione Italiano dei Pesi Leggeri Doblone e la superstella norvegese Adrian Storm, l’Atleta più in forma della ICW ha potuto finalmente sollevare al cielo la Cintura tanto ambita. E poi la corsa ad abbracciare i Tifosi Tricolori che si sono quasi spinti fino a dentro il ring per celebrare insieme al nuovo Campione, con gli uomini della Security ICW per una volta a chiudere un occhio. E poi il bacio della fidanzata, le lacrime della madre e soprattutto quelle del nuovo Campione che ha mostrato tutta la gioia e l’emozione per il più grande traguardo della sua giovane carriera. Quelle stesse lacrime, quegli stessi occhi, quella stessa aria di gioia mista a incredulità che ha fatto il giro del mondo sul volto di Marco Tardelli, dopo quel gol che ha steso la Germania Ovest consegnando la Coppa del Mondo per la terza volta all’Italia.

 NICK LENDERS COME SCHILLACI A ITALIA 90

Già, l’Italia nei Mondiali giocati in casa nel 1990 non ha vinto e si è dovuta accontentare del terzo posto, eliminata in Semifinale dall’Argentina. Così come Nick Lenders di fronte a un “Maradona” della ICW come Lupo non è riuscito ad uscire con le braccia al cielo alla fine del suo primo match in un Grande Evento. Ma al termine dell’incontro gli applausi erano tutti per il giovane Goleador della ICW che è riuscito a tenere testa a un “top player” come il Maschio Alfa. Quegli stessi applausi che un altro debuttante, un altro rookie, un’altra assoluta sorpresa sentì a Italia 90, trasformandosi da Signor Nessuno a Icona Nazionale: Totò Schillaci. E come dimenticare gli occhi fuori dalle orbite del Totò nazionale dopo uno dei suoi tanti gol nel mondiale italiano? La delusione per quel terzo posto di quella fortissima Italia è stata nel nostro immaginario sostituita dal ricordo delle gesta di Schillaci. Proprio come, di ICW L’Ora dei Campioni, in pochi ricorderanno la sconfitta di Nick Lenders. In tanti ne ricorderanno la grande prestazione, gli applausi e il fiuto del gol. Proprio come Totò.

DEVIL-MANERO COME ITALIA-COREA DEL 2002

reddevil-nuova

Il ricordo dei Mondiali del 2002 non è dei più felici per noi italiani. Quell’ottavo di Finale maledetto contro la Corea del Sud resterà sempre una macchia nera non solo nella storia della Nazionale Azzurra, ma in quella della Coppa del Mondo di Calcio. Già, perchè in quella sfortunatissima partita la formidabile Italia di Del Piero, Totti e Vieri fu fermata più che dalla giovane e frizzante formazione asiatica, dall’arbitraggio di Byron Moreno. Tra gol annullati, l’espulsione del Pupone e molte altre decisioni discutibili, il fischietto sudamericano consegnò sul piatto d’argento alla Corea la più inaspettata delle vittorie. E letteralmente derubato della vittoria a ICW L’Ora dei Campioni si è sentito Red Devil. Il Fenomeno stava finalmente celebrando la conquista del Titolo Interregionale che da anni insegue per completare il suo sterminato palmares, quando l’arbitro Matteo Marrabbi ha deciso di far ripartire l’incontro. La ragione? Durante il conto di tre il piede di Andy Manero, messo ko da una Spanish Fly del Diavolo Rosso, si trovava di qualche centimetro fuori dal perimetro delle corde del ring. Un’inezia in confronto alla grossa infrazione commessa poco dopo da Manero, che ha messo ko il Fenomeno con un colpo basso, non visto da Marrabbi, prima del conto di tre decisivo. Matteo Marrabbi condanna quindi Red Devil a una non meritata sconfitta, proprio come quella patita dall’Italia ad opera di Byron Moreno. E per una strana legge del contrappasso, Andy Manero è poi uscito malconcio dall’incontro, con un malleolo fratturato che lo costringerà a un’operazione. Proprio come quella Corea uscì malconcia dal Mondiale giocato in casa, spazzata via in Semifinale dal Brasile di un altro Fenomeno: Ronaldo.

 

CRAZY G COME ZIDANE (E COME GROSSO) NEL 2006

Crazy G e Zinedine Zidane hanno ben poco in comune. Ma una cosa che avvicina questi due così diversi Campioni di due così diversi sport c’è: sono i “colpi di testa”. E no, non ci riferiamo ai colpi di testa coi quali il fuoriclasse francese faceva spesso gol nella porta avversaria, ma ai colpi fuori dal regolamento che ogni tanto rifilava agli avversari. Già, perchè prima della famosa testata a Materazzi, già altre volte lo straordinario centrocampista di Juventus e Real Madrid era uscito di brocca colpendo un malcapitato avversario con colpi non certo da vero sportivo. Colpi proibiti di cui Crazy G si è macchiato più volte in carriera. Pazzo scatenato dentro e fuori dal ring, Crazy G la brocca l’ha persa tante volte in carriera, diventando uno dei lottatori più temuti e imprevedibili della ICW. Ma proprio come Zidane, anche Crazy G rischiava di passare alla storia per un colpo basso rifilato all’avversario nell’ultimo incontro della carriera. Un’istantanea, quella della testata di Zizou a Materazzi, diventata sinonimo stesso del Pallone d’Oro 1998. Un’istantanea simile, quella del vile attacco da parte di Crazy G a Chris Wilson nell’intervista da me condotta a centro ring un’ora prima dell’incontro in cui entrambi i contendenti mettevano in palio la propria carriera.

 

Ma invece no. Quella serata per Crazy G sarà ricordata per un altro colpo di testa, ma stavolta in positivo. L’abbraccio a fine incontro con l’allievo che lo ha appena sconfitto, il tributo del Polo ICW di Brescia e di tutto il pubblico e soprattutto quel lungo discorso finale in cui ha voluto ringraziare pubblico e addetti ai lavori per averlo sostenuto nella sua carriera. Con questo ultimo colpo di testa, diverso da quello di Zinedine contro gli Azzurri, Crazy G ha fatto davvero gol. Il più bello della sua carriera. Come quel rigore di Grosso che ci regalò la vittoria in quella calda serata a Berlino!

MANUEL ORLANDI